SAVÒN

ATTENZIONE: L’ARTICOLO CHE SEGUE, PER GLI ARGOMENTI TRATTATI E LE IMMAGINI PRESENTI, È CONSIGLIATO A LETTORI POCO IMPRESSIONABILI.

Savòn come sapone, in francese, ma anche come sapone in dialetto romagnolo e, pensando alla Romagna, qual è la prima cosa che vi viene in mente?

Anche per voi è la piadina e il prosciutto? Vabbè, c’è anche il sangiovese, ma quello sarà un altro capitolo, per ora concentriamoci sulla piadina e il prosciutto, o meglio su uno degli ingredienti principali della cucina romagnola: il maiale, di cui, non a caso, si dice non si butti via niente.

Per non essere da meno, anche noi, superando una certa riluttanza iniziale, abbiamo voluto provare ad inserire il grasso di maiale, lo strutto, nel sapone, per vedere che effetto fa il sapone fatto proprio come una volta.

Lo strutto è, al pari del cocco, un grasso saturo e, similmente al cocco, permette di ottenere dei saponi, duri e bianchi. A differenza del cocco, però, risulta molto più emolliente e delicato con la pelle e produce una schiuma morbida e cremosa. Ultimo particolare non trascurabile, la pasta di sapone realizzata con lo strutto rimane fluida sufficientemente a lungo per sbizzarrirsi con swirl e incursioni colorate.

Sorpresa, ma neanche tanto, forse: il maiale è buono anche sulla pelle!

Ecco la formula:

40% oliva

30% strutto

20% Girasole

5% Ricino

5% Lino

Sconto soda: 6%

Profumazione: oli essenziali di citronella ed eucalipto, che danno al sapone il caratteristico profumo di marsiglia

Colorazione: ocra rossa, ocra gialla e alga spirulina

 

E questo, finalmente, è risultato:

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