Sapone al Fico d’India

Ormai da tempo una vacanza non è tale se al rientro non realizzo un sapone in ricordo dell’esperienza vissuta.  Trascorro le mie vacanze da molti anni nel Salento e per me quello è in assoluto il luogo della pace e della serenità. E’ la natura che vuole dirmi che ancora resiste, nonostante la prepotenza dell’uomo. E’ il mare che racconta storie di un popolo orgoglioso e forte che non si arrende mai. E’ la Otranto di Maria Corti e de L’Ora di Tutti, uno dei romanzi che ho più amato nella vita. Un luogo magico e mistico, che lascia la possibilità di riscoprire quella spiritualità che spesso si trascura durante il resto dell’anno. Con queste premesse, arrivo al mio sapone al fico d’India. Nulla di particolare, solo il tentativo di una saponaia di portarsi a casa un pò di Salento.

Ingredienti (metodo a freddo) – ricetta liberamente ispirata al CoccoOliva di Simona

Sconto soda 6%

Come sempre vi invito a prepararvi a dovere e studiare prima di cimentarvi nella preparazione del sapone, rispettando le regole di sicurezza che trovate su tutti i libri dedicati all’argomento.

Olio Extra Vergine di Oliva 700 gr

Olio di Cocco 300 gr

Polpa di fico d’India 300 gr

Acqua 30 gr

Soda Caustica 140 gr

Olio essenziale di rosmarino 10 ml

Olio essenziale di limone 20 ml

Come prima cosa ho preparato il fico d’India togliendo con una pinzetta quelle che mi sembravano le spine più grandi. Poi ho tagliato a pezzetti, messo nel frullatore e aggiunto 30 gr di acqua per aiutare l’emulsione. Ho così ottenuto una polpa non troppo densa (tipo yogurt) alla quale ho aggiunto la soda caustica un pò alla volta.

image-01-10-16-09-13Ho scaldato a bagno maria gli oli fino a circa 40°c e quando la soluzione caustica ha raggiunto circa la stessa temperatura ho versato la soluzione negli oli. Appenna accennato il nastro ho aggiunto gli oli essenziali già miscelati in precedenza.

Poi subito nello stampo acquistato sul sito Manske…un pò Country e adatto al tipo di sapone rustico che avevo in mente. Ecco fatto, un sapone che mi accompagnerà durante l’inverno ricordandomi quel pomeriggio trascorso a raccogliere timo e origano selvatico nei pressi della Baia delle Orte e foglie di fico d’India tra gli ulivi nelle campagne fuori Otranto.

Gli oli essenziali mi ricordano quell’aria piena di profumo di macchia mediterranea e anche il limone è rimasto sorprendentemente tenace.

Ah, naturalmente non ho usato tutte le foglie che ho raccolto e alcune le ho trapiantate in un vaso, per godermele il più a lungo possibile.

Grazie Salento!

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